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Le 4 (più grandi) bugie sull’Infobusiness

Credo che l’Information Business (InfoBusiness) sia un’arte… ma che presenta un grande problema di fondo: una parola chiave.

Ti spiego.

Ci sono tante persone interessate all’Information Business, ma la sua “teorica” facilità di essere messa in pratica ha attirato soprattutto un pubblico sbagliato (nella maggior parte dei casi).

La parola chiave che attira così tante persone è: guadagnare online (più correlati e sinonimi).

Questa parola ha sempre scatenato un putiferio, tanto da etichettare chi la usa come una persona poco seria o addirittura come truffatore.

Definizione reale di “Guadagnare Online”

La definizione di questa parola è molto semplice dal mio punto di vista. Ovvero:

Produrre denaro attraverso qualche tipo di attività su internet.

Che questa sia poi un’attività legale o illegale, truffaldina o no, è un altro discorso. Dopo due decenni la truffa più diffusa è rimasta nell’ecommerce, con prodotti non spediti o completamente diversi da quello acquistato (e questo dovrebbe farti pensare).

Guadagnare online significa avere un Business Online che adotta un qualche tipo di modello, come la vendita di spazi pubblicitari o la vendita di prodotti informativi digitali.

E proprio quest’ultimo modello è stata vittima di tante critiche, legata a filo doppio a parole chiave che, a rigor di logica sono solo delle parole chiave e chi cerca queste parole chiave non dovrebbe essere GIUDICATO come persona poco seria o propensa alla truffa.

Eppure in Italia continua ad essere così a discapito di molte persone che ascoltando il coro sbagliato continuano ad avere un parere negativo di questo tipo di persone, quando in realtà, vendere prodotti informativi digitali non è altro che una versione digitale di qualsiasi mestiere come l’insegnante, l’allenatore e così via.

Mi segui?

A parte questo problema di fondo, la speculazione su queste parole chiave che se ci pensi bene non hanno alcun significato e non si sà bene cosa un utente stia realmente cercando, ha portato a condividere delle bugie che ancora oggi vengono diffuse alimentando false speranze per spillare qualche soldo all’ingenuo di turno.

Quindi con questo articolo voglio fare un pò di chiarezza ed invitarti anche ad approfondire i reali motivi per i quali dovresti creare il tuo InfoBusiness.

Lettura correlata:
Come creare prodotti informativi digitali che si vendono da soli

Bugia #1: Diventa subito ricco

Ormai questa è quasi sparita dalla faccia della terra, ma l’idea di per sè è grandiosa per adescare le persone.

Ovviamente questo non è possibile, nè vendendo infoprodotti nè con qualsiasi altro modello di business.

Anzi forse è possibile, ma c’è da dare i numeri all’edicola vicino casa tua…

Anche se siamo in una situazione disperata sarebbe veramente stupido credere a chi ci dice una frase del genere.

Non è perchè voglio sputtanare chi te lo dice, lui avrà vita breve di sicuro, il problema è che ti mette in condizione di illuderti e di rimanere male quando magari avresti ottime opportunità di costruire il tuo Business serio e redditizio senza perdere tempo, senza diventare ricco, ma alla fine…

Bugia #2: Nessuno sforzo necessario

Anche questa è bella grossa 🙂 . Quando iniziai a fare l’InfoMarketer, lavoravo 8 ore al giorno come dipendente e arrivato alle 6 di sera a casa mi sparavo altre 6 ore di lavoro prima di addormentarmi in piedi…

La stessa informazione che anni fa non c’era ti dà modo di evitare anche questo mio percorso ma, nessuno fa qualche soldo (anche se pochi) dall’oggi al domani.

Un Business Online, soprattutto all’inizio, richiede più sforzi di ogni altro lavoro. Richiede ore ed ore a lavorare al pc, nessuno raggiunge il successo o comunque uno stipendio soddisfacente senza il duro lavoro.

Ovviamente un’attività su internet giova dell’effetto cumulativo, ovvero più lavori nel tempo più riuscirai ad automatizzare il Business e guadagnare di più, ma questo non può succedere all’inizio.

Posso dirti che oggi come oggi, io stesso inviando 7-8 email alla mia lista riesco a generare 100 mila euro di fatturato ma è solo una mezza verità!

Se guardi solo la prima frase “inviando 7-8 email” sembra facile no?

Qnato detto sopra è vero ma bisogna anche dire che prima di ottenere questo risultato ho scritto centinaia di articoli per anni, ho avuto decine di casi di studio di persone che hanno avuto successo grazie a me, decine di migliaia di iscritti che hanno ricevuto per mesi le mie newsletter gratuite, ore ed ore passate a registrare centinaia di ore di video per i miei video corsi …

Lettura correlata:
Come ho bannato i mie affiliati "top", e le lezioni che ho imparato

Capisci perchè sono arrivato a generare queste cifre con 7-8 email?

Quindi smettiamola di cercare la strada facile. Il sacrificio ci vuole anche per chi vuole crearsi un’attività online con la vendita di infoprodotti.

Bugia #3: Non hai bisogno di creare il tuo prodotto

Attenzione, se leggi un articolo in inglese, potresti avere una risposta completamente diversa. In Italia, mi dispiace dirlo, ma nel 99% dei casi con l’Affiliate Marketing non si campa.

Dopo anni di attività io stesso riesco a portare a casa qualche centinaio di euro al mese ma avere un’attività seria, pagare le tasse e campare con l’Affiliate Marketing…. NO.

Ci sono delle eccezioni ovviamente non lo metto in dubbio, ma sarà difficile andare avanti in questo modo, ecco perchè prima o poi, ogni Marketer inizia a creare il proprio prodotto.

Alla fine è semplice, in Italia nessuno ci offre percentuali spaventose come oltre oceano (guadagnano sui numeri ovviamente e sanno quanto è importante pagare bene l’affiliato).

Qui ti offrono percentuali molto inferiori, anche perchè quando io stesso offrivo ben il 60% di commissione, non avevo l’attenzione che meritavo, in poche parole c’era poca gente che ne approfittava.

Per questo, a meno che ci sarà un bel gruppo a cambiare questa mentalità, è difficile che tu possa campare vendendo prodotti in affiliazione ed evitare di costruire il tuo.

Inoltre c’è da dire che per certi versi è un bene che succeda tutto questo. Chi vuole portare al successo un’attività basata sull’affiliazione è di solito una persona che se ne frega poco dei clienti o dell’offrire un valore al pubblico. Questo in Italia non funziona.

Bugia #4: Scegli un mercato vergine o poco competitivo

A parte il fatto che in realtà non è che abbiamo così tanta scelta…

Se non sei esperto in un certo ambito, sarà difficile per te portare un Business al successo.

Quindi possiamo teoricamente limitarci a scegliere un mercato o una nicchia dove siamo realmente esperti, dove abbiamo una voce di un certo peso sull’argomento.

A parte questo, se qualcuno ti sconsiglia di entrare in un mercato competitivo non è un consiglio da prendere in considerazione.

Lettura correlata:
Strategia di Content Marketing per un affiliato

Ricorda che se ci sono tanti concorrenti significa che c’è mercato e non è detto che tu non possa ritagliarti il tuo pezzettino di visibilità e di conseguenza di rubarlo agli altri.

Non fraintendermi non ti sto dicendo che devi scegliere solo un mercato competitivo.

Potresti trovare la nicchia che con meno sforzo riesce a produrti 5-6 mila euro al mese. Ho conosciuto gente che ci è riuscita.

Ma non è che sia così semplice trovare la nicchia giusta, e molti non riescono ad avere delle risposte certe, per capire se hai sbagliato target o se hai scovato la nicchia giusta.

Conclusioni

Purtroppo ci sono ancora delle bugie che la gente scrive senza scrupoli solo per attirare pubblico e guadagnando vendendo false speranze.

L’ideale è non farsi ingannare e ficcare nella propria testa che un lavoro è un lavoro, anche su internet e nessuno riuscirà mai a diventare ricco subito o a guadagnare senza alcuno sforzo.

Se davvero vuoi guadagnare online, ovvero vuoi crearti il tuo Business serio e redditizio aiutando le persone e offrendo valore, allora inizia a studiare sul serio e porta le tue conoscenze e le tue passioni alla portata di altre persone che non aspettano altro che qualcuno che le condivida.

Se vuoi iniziare a vederla con il giusto punto di vista, leggi questo articolo fino alla fine, vedrai che avrai le idee molto molto più chiare.

Hai qualcosa da aggiungere? Vorresti condividere altre bugie che ti sono state dette in questo ambito? Condividile nei commenti.

L'autore del post

Stefan Des

31 anni, Internet Marketer dal 2007, padre di una splendida bimba di 3 anni. Appassionato di tecniche di vendita, di marketing e di Kayaking. Conosciuto per i best seller della serie "Explosion" e per aver aiutato oltre 7000 imprenditori ed aziende ad aumentare i profitti dei loro Business Online.

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18 commenti

  • Ciao Peter,
    perdonami ma non sono d’accordo. I mercati citati saranno forse più abituati a prodotti digitali, ma non puoi dire che oltre a questi non esiste alcun interesse.
    Io stesso scopro nuovi mercati e nicchie ogni giorno, alcuni senza neanche parole chiavi specifiche… quindi questo tua riflessione mi sembra assai superficiale.

    Ed inoltre, se studi qualcosa solo perchè vuoi vendere qualcosa ad altre persone non mi sembra la strada giusta per crearsi un Business.

    • Non ho mai pensato di studiare cose solo per vendere qualche infoprodotto ad altre persone…non è nel mio stile, anzi, le mie difficoltà stanno proprio in questo, visto che si, ho delle passioni, anche più di una, ma lo strumento di parole chiave di google suggerisce un numero di ricerche molto basso.

      Presumo che anche tu ti basi su questo strumento per la ricerca della nicchia… Giusto?

      • Lo strumento più importante è sicuramente il Keyword planner ma non bisogna limitarsi a questo. Si può usare amazon, google trend, suggest, facebook ads, persino Ebay in alcuni casi.

        La ricerca è molto di più di una o più parole chiave.
        Ci sono persone che scoprono un mercato grazie ad un video pubblicato su youtube per esempio.
        Recentemente ho scoperto una nicchia che non ha parole per essere descritta 🙂 ma l’attenzione sull’argomento è veramente tanta, e l’ho scoperta grazie a tutti gli strumenti citati, tranne appunto il keyword planner.

        Per finire abbiamo anche la possibilità di EDUCARE il mercato facendolo interessare ad una nicchia o ad una passione specifica, prendendo una branchia più ampia ed educando le persone con materiale gratuito. Processo più articolato ma più remunerativo.

        E non dico che di sicuro le tue passioni possono essere lo stesso monetizzate, ma bisognerebbe approfondire.

        In un mio business nato dall’InfoMarketing Project ho lavorato solo con Facebook per generare lista e quelle persone… non fanno ricerca su Google di quelle parole chiave che in teoria dovrei usare. I numeri del Keyword planner ti danno una stima ma non è detto che dietro ci sia un mercato così piccolo, o così grande 🙂 .

        Nel tuo caso, prenderei un pubblico potenzialmente interessato, seppur non troppo di nicchia e farei un sondaggio chiedendo loro un feedback, anche tramite annuncio promosso via pay per click per velocizzare il processo.

  • Ciao Stefan, bell’articolo!
    In merito all’infobusiness volevo farti una domanda “calda”
    Una volta che hai prodotto un ebook e lo metti in vendita online non c’è il rischio che qualche furbetto lo metta on line in qualche share downloading free segandoti il 50% delle revenue?

    • Se fai il macellaio o il falegname devi stare sempre attento altrimenti potresti tagliarti un dito.

      Questa sindrome da torrent è solo la classica sega mentale e malizia italiana che non deve di certo fermare un business.

      Se ti esponi accetti i rischi nel bene e nel male.

      • si non era quello il senso della domanda, quanto capire come fare a difendersi.
        Sega mentale o meno, potrò sbagliarmi, ma se i torrent portano via il 50% del fatturato, io non so te ma mi preoccuperei di limitarlo….

        • Sarei curioso di capire da dove hai tirato fuori questo 50%, in 8 anni non l’ho mai sentito.

          Non mi sono mai e dico mai preoccupato di questo, ovviamente ho tutto protetto per carità, ma è qualcosa che non puoi mai controllare al 100%, fa parte del gioco.

          Proteggersi è sicuramente utile, ma, parlando in generale, è una cosa a cui attribuisco una bassa priorità. Ci sono problemi ben più grandi.

          Comunque, la tecnologia ci viene sempre incontro.
          E-Junkie per esempio stampa sul PDF nome e cognome dell’acquirente ormai da una vita. I sistemi di protezione ci sono, ma ripeto, è un fenomeno che non si può controllare più di tanto.

          Google e i governi bloccano siti streaming in continuazione, e dopo 5 minuti rispuntano dietro a un altro server.

          Ricky sia chiaro non c’è l’ho con te e non faccio riferimento a te personalmente, ma questo è un argomento che mi fa incazzare non perché sia caldo ma perché è di una stupidità incredibile.

          Ho conosciuto tante persone che hanno creato una pubblicazione e la tengono nel cassetto per paura che finisca piratata.

          E per finire, dal mio punto di vista chi scarica roba piratata (non software) è solo un collezionista, una persona che non sarebbe mai diventato tuo cliente, quindi, il problema, non esiste.

          Ed anche se esistesse, meglio pensare a vendere che farsi paranoie.

          • la frase era “se i torrent portano via il 50%” il numero in se è un ipotesi. Non è che la cosa mi preoccupa, volevo solo sapere la tua opinione, se mi dici che non ti preoccupi + di tanto vuol dire che sarà un margine accettabile molto + basso di quello del settore video o musicale.

            Quando dici che hai tutto protetto cosa intendi?

          • Proteggersi significa dare modo solo ai clienti di poter scaricare i file, possedere un accesso protetto da login e password.

            Per i business già strutturati si potrebbe attivare un controllo degli IP dallo stesso username e tanto altro ancora.

  • Finalmente. Finalmente. Finalmente.

    Condivido tutto dell’articolo. Fare Infobusiness, o più in generale lavorare sul web, vuol dire LAVORARE e richiede impegno, preparazione, meticolosità.

    Tra le bugie, che purtroppo ancora sono presenti, aggiungerei anche quella “Acquista il mio corso e saprai TUTTO sul web marketing” (Sì va beh… bum!).

    Ciao e complimenti 🙂

  • Stefan Des premetto che sarà un po’ lunghino il mio commenti
    mi “perdonerai” per questo :D.

    Volevo chiederti diverse cose:

    1) è possibile (qui dall’italia) creare un infoprodotto DIRETTAMENTE
    da vendere sul mercato americano?” Perchè visto che il li mercato è DIVERSO ed è più “propenso”
    rispetto all’Italia. Tu insegni come si fa?

    Anche per tradurlo in lingua inglese e quantaltro?

    2) Non c’è il rischio (specialmente in Italia) che chi fa Infobusiness venga tagliato fuori?
    Mi spiego meglio :

    “ma ad esempio online , come mai vedo sempre le stesse facce?”

    Dove mi rigiro, vedo nella stragrandissima maggioranza
    dei casi le stesse testimonianze ,
    sembra quasi che “collaborino” e poi hanno attività slegate tra loro.

    (so che non bisogna far pubblicità) ma la devo spiegare cosi altrimenti
    NON si capisce.

    Alchimia Digitale : Luca Datteo , Valerio Conti , Francesco Diolosà
    Accademia del NM: Mik Cosentino , Giuliante, Diolosà
    Hot Lead: Gianluigi Ballarani con Marco De Veglia
    SpeedCopy: Mik Cosentino , Diolosà
    TSM: Giacomo Bruno , Diolosà , Giuliante , Cosentino ecc..

    Dove mi giro e rigiro vedo sempre e solo loro , come mai?

    Ma è vero che guadagnano quei soldi che “dicono”? o è solo un modo
    per attirare i cossidetti “opportunity seeker”?

    SCUSAMI PER LA SUPERCAZZOLA ma voglio capire queste cose.
    Perchè non vorrei che poi lavorando online se non ho TESTIMONIANZE
    (joint venctures) di quel calibro non guadagnassi nulla.

    Vedo che hanno studiato :

    > Ryan Deiss
    > Frank Kern
    > Jeff Walker
    > Jay Abraham

    Ecc..

    Non è che avendosi già impossessato di vari mercati
    sugli “infoprodotti” è più difficile entrarci?

    Già l’Italia è di per se un mercato “diffidente” su tutto.
    Se poi io NON sono il primo ad entrare nella testa dei clienti
    grazie al posizionamento. Non c’è il rischio che venga

    SPAZZATO VIA?

    Un saluto Lorenzo

    • Buttarsi nel Marketing oggi è un suicidio. Soprattutto perché tutti quelli che hai elencato sono dei truffatori, quindi vincono a mani basse se vuoi fare la persona onesta;)

  • Finalmente qualcuno che ammette che anche lavorare online è un business e, soprattutto, richiede moltissimo lavoro e altrettanti sacrifici.
    Creare un infoprodotto da zero è difficile, ma non pensiamo che per farlo ci vogliano due giorni. Ci voglioni anni e anni, credo.
    Purtroppo in Italia c’è ancora molta avversione per il “nuovo”, siamo ancora troppo improntati alla logica “lavoro=esco di casa e vado in ufficio/fabbrica etc.” “Lavoro da casa=non faccio nulla” “Offro un servizio online=ti voglio fregare”. Ah, come siamo indietro!