Business Online Content Marketing

Information Business: 6 ragioni sul perchè creare il tuo

Uno dei momenti critici di un imprenditore arriva quando si deve scegliere il modello di business da seguire o quali sono i modelli di business correlati da collegare per produrre più profitto.

Che tu abbia un’attività su Internet o no, oggi hai l’opportunità di incrementare la tua visibilità con un Information Business.

Ormai sono 8 anni che faccio questo durante i quali non solo ho sviluppato 4 Business Online basati sulle mie esperienze e passioni, ma ho anche creato più di 50 business di nicchia con i miei soci e per i miei clienti.

Ancora oggi la gente fa tanta confusione sull’ argomento ed oggi voglio risolvere questo problema una volta per tutte e darti le informazioni necessarie per capire se può essere una strada percorribile per te.

Cosa diamine è un Information Business?

Prima di tutto un pò di chiarezza.

Qui il problema inizia dal nome che le persone danno a questo business 🙂 .

Alcuni lo chiamano “Information Marketing” , altri “Information Business” altri “vendita di prodotti informativi digitali” altri ancora “vendita di infoprodotti” per non parlare di chi racchiude tutto nel “Content Marketing“.

Una cosa è certa ognuno gli attribuisce un nome a suo piacimento, a me per esempio è sempre piaciuto chiamarlo InfoBusiness, a mio avviso il più adatto e che riesce a trasmettere subito il concetto di quel che è realmente.

Un Information Business è semplicemente un business basato sulla condivisione delle tue esperienze e passioni, maturate nel tempo in un certo ambito.

Nel mondo c’è sempre qualcuno che ha bisogno di certe informazioni, di certi percorsi che solo un esperto sa bene come impostare.

Ebbene questi prodotti “educativi” hanno preso piede negli ultimi 12 anni in modo pazzesco, portando la formazione delle persone ad essere tascabile ed accessibile per chiunque da qualsiasi luogo.

Alla fine non c’è niente di nuovo… anni fa erano diffusissimi i corsi in dvd acquistabili in edicola tramite abbonamento così come la costruzione di una nave o dello scheletro di un dinosauro. Ricordi?

dvd-edicola-modellismo

Il concetto alla fine è quello, l’unica variabile sostanziale è che di solito si preferisce condividere il materiale didattico in formato digitale, quindi senza creare alcun prodotto fisico e rendendolo accessibile tramite internet.

Ormai la creazione di prodotti informativi digitali è diffusissima e da qualche hanno sono nati portali come Udemy (che ha ottenuto 80 milioni di dollari dagli investitori, l’ultimo a maggio 2014) dove puoi condividere il tuo sapere vendendo video corsi.

Purtroppo in Italia si è fatto fatica ad adattarsi a questo cambiamento, anch’io fino ad paio di anni fa ricevevo ancora domande tipo “Quando mi spedisci il corso?” ma oggi sembra che le persone abbiano capito il concetto del digitale e i benefici di studiare comodamente davanti al pc 🙂 .

La creazione di un prodotto informativo digitale è molto semplice, abbiamo i formati più comuni come gli ebook (file pdf) o video corsi (video mp4) per arrivare a creare corsi completi di mappe mentali come faccio anch’io, quiz interattivi, checklist riepilogative, audio corsi e tanto altro ancora.

Il materiale didattico viene acquistato con carta di credito (ricevi il pagamento tramite Paypal) e subito dopo il cliente accede al corso scaricando i file sul PC o accedendo ad un’area privata del sito.

6 clamorosi vantaggi di un InfoBusiness che i media vogliono occultare

Anche se ti sembrerà esagerato, avere un InfoBusiness significa essere liberi.

Internet è informazione. Un InfoBusiness è informazione ad alto livello. L’informazione è libertà. E la libertà spaventa i media, i principali strumenti che i governi e la politica usano per avere il controllo.

Che tu sia un imprenditore novello in cerca della sua strada o un maturo venditore in cerca di nuove opportunità da collegare al suo Business primario, un InfoBusiness può portare vantaggi che purtroppo in Italia non è facile assimilare.

1) Moltiplica te stesso

Se sei un consulente e un professionista è facile capire questo concetto. Il tuo guadagno è scaturito dal vendere i tuoi servizi, che siano pagati a ora o a lavoro finito, alla fine, vieni pagato per il tempo che spendi per produrre qualcosa.

Lettura correlata:
11 modi per attivare gli utenti

Se tu ti fermi, nessuno ti paga.

E come ben sai, anche se hai dei dipendenti, la tua presenza è insostituibile.

Con un InfoBusiness, crei un prodotto una volta e hai finito. Anche se ci vorrà tempo per creare quel prodotto, lo potrai vendere a tante persone anche per anni, senza ulteriore lavoro.

Per questo un InfoBusiness è unico. Perchè ti permette di guadagnare come nessun altro business è in grado di fare al giorno d’oggi.

E poi, le informazioni necessarie per creare un corso di formazione sono già dentro il tuo cervello! Non hai bisogno di pagare altri esperti o di spendere soldi per riempire il magazzino.

Un InfoBusiness ti permette di prendere quello che già hai, di farlo sfruttare ed unendolo ad internet, di renderlo disponibile 24 su 24, 365 giorni l’anno, anche se stai dormendo o sei in vacanza.

Il modo migliore per moltiplicare te stesso.

2) Clienti ricorrenti

Gli insegnanti (Info Marketer) sono molto stimati. Questo accade perchè la natura umana è moooolto riconoscente quando qualcuno ci dà delle informazioni utili. Anche se non te ne rendi conto, anche tu sei fortemente propenso a stimare qualcuno che condivide importanti informazioni, pensaci bene.

Le persone sono così, danno un valore immenso anche inconsciamente all’informazione.

E su internet quando riesci ad ottenere questa stima, questa riconoscenza, hai praticamente vinto!

Le persone continueranno ad acquistare i tuoi infoprodotti e nel caso in cui il tuo business sia un altro, non c’è strada migliore di mostrare alle persone quanto tu sia bravo in quello che fai, consulenze e preventivi fioccheranno come mai visto prima.

In poche parole, che tu stia puntando esclusivamente a vendere prodotti informativi digitali o a sorreggere la tua attività primaria, i clienti dei tuoi corsi saranno molto propensi nel continuare a servirsi di te.

3) Poche rotture, più tempo libero

Una delle cose più belle di un Information Business è che può essere automatizzato al 100%.

Inoltre, nessuno ti chiederà di vedere “fisicamente” il tuo prodotto, di spiegarglielo di persona o di impegnarti come se fosse una normale consulenza, in poche parole meno rotture di…

E vogliamo parlare del luogo di lavoro? Potrai tranquillamente lavorare da qualsiasi posto tu vorrai, dalla spiaggia (vieni a Bondi Beach con me, c’è il wifi gratis 😀 ) dallo chalet di montagna, sdraiato sul divano, ovunque!

Tutto questo, non solo ti dà più tempo libero, ma consente di concentrarsi su quello che c’è da fare per produrre ulteriore profitto.

4) Agisci da solo

Un Infobusiness, anche grazie alle sue automazioni, ha bisogno di pochissimo personale per farlo partire e mandare avanti. Non hai bisogno di x dipendenti per lanciare il tuo InfoBusiness, anzi. La maggior parte degli info marketer lavorano da soli e assume dei freelance per i lavori tecnici o altri lavori che portano via più tempo.

E conosco personalmente tanti info marketer italiani che lavorano da soli o hanno un solo dipendente e che guadagnano anche 1 milione di euro all’anno.

In molti hanno scelto di imparare a fare un pò tutto, io stesso ho iniziato così, senza neanche investire in designer ed ingegneri ma come puoi immaginare porta via più tempo fare tutto da soli, anche se è assolutamente possibile.

5) Investimento irrisorio

Un Infobusiness richiede un basso investimento per partire.

Non ti chiede di affittare un bell’ufficio, di assumere una segretaria, di investire in una certa mole di merce e soprattutto non ti chiede di possedere un certo tipo di educazione o laurea (nella maggior parte dei casi).

Hai solo bisogno delle tue competenze e della tua esperienza, un hosting più il dominio ad una 50ina di euro o se vuoi la pappa pronta, un paio di migliaia di euro per farti creare un sito ultra professionale e naturalmente una piccola fee per il tuo autoresponder.

Lettura correlata:
I 5 "must-have" per costruire un prodotto digitale di successo

Comunque sia la strada che vorrai intraprendere l’investimento maggiore rappresenterà il tempo (o il denaro) che dovrai impiegare per ottenere visibilità sul web ma…

io stesso, negli ultimi 5 anni, ho investito meno di quello che ci vorrebbe per aprire un negozietto in franchising (con tutte le incognite del caso) e credimi, non intendo solo economicamente.

Un business che richiede un basso investimento significa rischiare poco ed oggi sfido chiunque a trovare un business che richiede un rischio così irrisorio come l’InfoBusiness.

6) Puro profitto

Se vendi un video corso a 100 euro, devi solo togliere le tasse, il resto è puro profitto.

Se ancora non lo sai, ci sono aziende al giorno d’oggi (es. la Apple) che deve investire i 4/5 del fatturato per andare avanti.

Per un piccolo imprenditore questo è rischiosissimo. Basterebbe un solo mese per chiudere baracca. Un InfoBusiness invece porta puro profitto e no, non puoi calcolare quei quattro soldi che spendi per un hosting, sarebbe patetico.

In più le potenzialità di un InfoBusiness sono illimitate.

Ci sono dei casi in cui un Info marketer diventa multi milionario, ma non credo che questo sia così comune in Italia che di per sè è già una nicchia…

A parte i milionari, ho una lista infinita di italiani che vive girando il mondo, vendendo infoprodotti e guadagnando dai 50 ai 300 mila euro all’anno.

Metti da parte il “diventare ricco subito”

Questo è un articolo che parla dei vantaggi di un InfoBusiness quindi è normale arrivare fino a qui e vedere tutto roseo ma mi raccomando, non fare come il classico italiano che appena legge di persone che lavorano online pensa alla truffa o a persone di poco valore.

Se una persona ha 30 anni di esperienza è una persona affidabile, ma se questa stessa persona inizia a vendere su internet la stessa esperienza, diventa un truffatore.

Io mi chiedo: Da quale mente contorta può mai uscire un pensiero del genere?

Non c’è bisogno di creare un InfoBusiness per truffare la gente, tutti possono farlo, è facilissimo. E se una persona non competente si propone come esperto, non è un problema, la selezione naturale avviene anche su internet!

Il difficile è raggiungere il successo e dimostrare alle persone che tu sei il professionista che sei. Dal mio punto di vista è facile tirare fuori il portafoglio ed aprire un negozietto. Semplice no?

Ma la musica cambia se dobbiamo dare il meglio di noi stessi per dare valore ad un pubblico, se dobbiamo dimostrare di aver maturato l’esperienza necessaria per insegnare agli altri.

E credi ad uno che questo mestiere lo fa da un pò, non ha prezzo poter lavorare da casa o da qualsiasi posto tu voglia ed avere la tecnologia che lavora al posto tuo 24 su 24. Questo vale qualsiasi sforzo necessario.

Se sei arrivato ad un certo punto della tua carriera dove, per qualche motivo non sei soddisfatto di quello che hai raccolto (se hai raccolto), allora dovresti seriamente prendere in considerazione l’idea di crearti un tuo InfoBusiness.

5 step per iniziare SUBITO il tuo InfoBusiness

Ho scritto già molto ma non voglio lasciarti proprio sul più bello 🙂 .

Voglio condividere con te una serie di step da seguire per partire subito con il tuo InfoBusiness anche se naturalmente dovrai approfondire ulteriormente l’argomento, ogni step richiederà del lavoro a sè ma potrai senz’altro prendere questa guida come punto di riferimento 😉 .

1) Analizza il mercato (e trova la nicchia)

Qualsiasi siano le tue competenze non è detto che ci sia abbastanza mercato per crearci un intero business.

Io sono dell’opinione che qualsiasi informazione può essere condivisa e venduta sul web, ci sarà sempre qualcuno che apprezzerà il nostro lavoro ma il problema è proprio il numero di queste persone che saranno interessate alla nostra esperienza.

Lettura correlata:
8 consigli per organizzare un ufficio produttivo (in casa!)

Se invece il tuo mercato è enorme (come spesso accade) bisognerà analizzare meglio gli argomenti e trovare una nicchia che ci dia la possibilità di avere successo in un settore più specifico e più affamata di informazioni (specifiche).

La prima cosa da fare è ovviamente fare delle ricerche, usa SEMrush (nella versione gratuita), il keyword planner di GoogleBuzzSumo, Topsy e Amazon per capire quante persone cercano in rete e vendono “roba” intorno ad un certo mercato o nicchia.

Con questi dati alla mano sarà più semplice capire se hai un buon mercato da servire.

Non è semplice dare delle stime di quali numeri siano buoni o no ma per farti capire meglio come valutare una nicchia, se una serie di parole chiave vengono cercate 2000 volte al mese, stiamo parlando di una micro-nicchia e sarà quasi un azzardo creare un business intorno ad un mercato così piccolo.

Nello stesso tempo però potrebbe essere una miniera d’oro in quanto più piccolo è il mercato più semplice sarà ottenere visibilità e di conseguenza più semplice sarà vendere un certo prodotto.

Una volta che hai dei dati alla mano, il prossimo passo sarà la ricerca di potenziali concorrenti e di conseguenza, lo studio delle sue mosse per capire meglio come agire nel mercato.

2) Identifica il problema o il bisogno

La fase preliminare non è ancora finita. Dopo aver capito se il mercato è abbastanza interessante da approfondire bisognerà identificare una problematica o una necessità.

Questo è un passo fondamentale, anche se sei l’esperto più esperto del mondo nessuno vorrà acquistare i tuoi infoprodotti se non risolvono un determinato problema o non soddisfano un determinato bisogno.

La buona notizia è che spesso conosciamo già la risposta. Se abbiamo vissuto il mercato in altri modi o siamo riusciti nel primo step a trovare una specifica richiesta ad un problema, siamo a cavallo, questo step è praticamente risolto.

In caso contrario, affidiamoci a Yahoo Answers o Quora per capire quali sono le domande degli utenti e di conseguenza i loro bisogni e i loro problemi.

Se non trovi niente in questi due luoghi, è tempo di rivolgendosi a Facebook.

Crea un sondaggio su SurveyMonkey e crea una campagna Facebook Ads sul tuo target specifico. Spendendo meno di 50 euro avrai tutte le risposte di cui hai bisogno.

3) Crea il tuo prodotto

Bene! Hai identificato il mercato o la nicchia, sei riuscito a puntare un problema o un bisogno ed ora… non rimane che dare luce alla tua opera!

Per prima cosa devi creare una mappa mentale del corso, in modo da organizzarlo in diverse moduli (capitoli) e sezioni. Per farlo usa Xmind.

Poi procedi con la scrittura del tuo ebook o la registrazione del tuo video corso.

Se non sai come registrare i video, usa Power Point e Camtasia. Se non sei a tuo agio con questi strumenti, prendi in considerazione l’idea di imparare a fare video seriamente per il tuo business.

Una volta pronto (non accade di certo dall’oggi al domani) analizza la tua opera e decidi quali parti regalare al pubblico.

Questo lo devi fare per due motivi:

  1. Per dimostrare chi sei e che hai voce in capitolo
  2. Per raccogliere iscritti e far partire una strategia di email marketing (qui inizi con 1 dollaro)

Rendere gratuiti questi estratti servirà per stuzzicare la curiosità delle persone ed avvicinarsi di più al tuo brand.

4) Crea il tuo sito + Landing page

Come detto prima, ci sono parti di un InfoBusiness che potrebbero essere veramente difficili da superare, alcuni con pazienza studiano e studiano prima di lanciare il proprio InfoBusiness.

Questo quarto step rappresenta per molti un ostacolo. Se non sai come creare un sito web professionale e non vuoi uscire pazzo con mille tutorial a destra e sinistra, potresti prendere in considerazione l’idea di rivolgerti ad un’agenzia per commissionare il lavoro.

Lettura correlata:
Le 4 (più grandi) bugie sull'Infobusiness

Altrimenti, non preoccuparti, non è di certo una passeggiata ma non devi neanche diventare un ingegnere per costruire il tuo sito da solo.

Con WordPress hai la possibilità di creare un sito in poche ore, senza investire un centesimo tranne qualche euro per l’hosting e il dominio.

Con WordPress potrai creare siti super professionali, molto attuali e soprattutto semplici da navigare.

La maggior parte dei marketer conosce WordPress come le sue tasche proprio perchè è lo strumento più semplice da imparare e con un’ampia scelta di funzionalità come per esempio OptimizePress, un applicativo aggiuntivo per costruire le tue Landing Page e le tue Squeeze Page.

Se vuoi una soluzione pratica e veloce per imparare WordPress, dai un’occhiata a questa pagina.

Oggi “creare un sito” significa poco o niente.

Quello di cui hai bisogno è:

  • 4 Pagine (homepage, pag. chi sono, i contatti e il blog)
  • Una landing page
  • Una squeeze page (integrato con il tuo autoresponder)

Tutto il resto, per il tuo inizio, è superfluo.

5) Fai vedere chi sei

Arrivati a questo punto, non hai che promuovere la tua attività.

Il tuo obiettivo? Diventare un punto di riferimento nel mercato.

Come si fa?!?

Per prima cosa rimboccati le maniche. Se credi di aver lavorato tanto fino allo step 4, preparati perchè non hai visto ancora nulla.

Il luogo dove devi trascorrere la maggior parte del tempo è il blog. Scrivi, scrivi, scrivi.

Non pensare ai risultati e vai avanti con i paraocchi verso la creazione di quanti più contenuti riesci a tirar fuori dal cappello (se vuoi approfondire, leggi questo)

Molti magari ti consiglieranno di usare il Pay per Click ma, per chi è agli inizi, questo non è il luogo ideale per vendere prodotti digitali.

Se non sei conosciuto, se non hai già qualche successo alle spalle, difficilmente otterrai un ritorno sull’investimento, senza pensare che i PPC sono strumenti abbastanza complessi da capire per arrivare a spendere meno di quanto guadagni.

E non dimentichiamoci che se crei un InfoBusiness, lavoriamo nell’informazione, e cosa c’è di meglio di promuoversi con la stessa informazione?

Ci possono essere mode e software innovativi che funzionano per un pò, ma un buon contenuto non passerà mai di moda, non dimentichiamoci mai che internet è informazione.

Crea più articoli che puoi e se te la senti inizia a postare brevi video anche su youtube. Se sei costante vedrai che inizierai a ricevere un bel numero di visitatori nel giro di poche settimane.

Conclusioni

Per concludere, voglio che tieni a mente due concetti importanti prima di iniziare la tua nuova avventura.

Fai le ricerche che ritieni opportune in merito a quello che ti dirò fra poco, non hai idea di quanto sia importante:

  • Chi riesce a creare un InfoBusiness di successo è solo un tipo di persona: quello che crea contenuto (l’hai mai sentita la frase “content is the king“?).

Se crei contenuto, non c’è scampo, prima o poi riuscirai a creare un Business Online profittevole. Oserei dire matematico.

  • Il miglior esperto di marketing sei TU.

Davvero, non esiste “l’esperto di Internet Marketing” e non esiste una strategia che funziona meglio di un’altra in modo definitivo.

Quello che esiste sono i test di mercato, dove ogni strategia impatta e funziona in maniera diversa.

Quindi man mano che il tuo InfoBusiness crescerà, sperimenta (!) perchè è l’unico modo per conoscere le giuste risposte, le risposte di cui hai bisogno per crescere sempre di più e creare il tuo impero online.

Se hai dubbi o domande da farmi postale pure nei commenti! So benissimo che non è semplice e ci sono tante incognite nella tua testa, quindi fatti avanti, la spinta necessaria potrebbe nascere proprio dal tuo commento 😉 .

 

L'autore del post

Stefan Des

31 anni, Internet Marketer dal 2007, padre di una splendida bimba di 3 anni. Appassionato di tecniche di vendita, di marketing e di Kayaking. Conosciuto per i best seller della serie "Explosion" e per aver aiutato oltre 7000 imprenditori ed aziende ad aumentare i profitti dei loro Business Online.

Lascia un commento

16 commenti

  • Molto interessante, Stefan. Ti dirò la verità, di questo genere di articoli ne sto leggendo parecchi ultimamente (sulla mia long way to become a digital nomad) ma tu hai uno stile particolare, diretto, pratico che mi piace molto. E poi la tua USP (e attenzione, non è cosa da poco) è che a differenza degli altri, snoccioli dei numeri di riferimento, sei quantitativo e non solo qualitativo – il riferimento in questo caso specifico è alla soglia di 2000 ricerche mensili che va a costituire la micronicchia.
    Ben fatto e continua così 🙂

    • Uso Amember, ma per chi inizia non lo consiglio (parolo in generale, non a te particolarmente) , troppo di tutto per chi ha inizialmente un business semplice, meglio partire prima con paypal e basta.

        • Samuele, anche io ho notato Gumroad: posso chiederti un parere (se lo usi)? Per chi vende file digitali (emettendo fatture singolarmente / collezionando i dati fiscali del cliente / gestendo i vari casi di cliente italiano, europeo o extra europeo) è d’aiuto? Da quello che ho capito leggendo nell’Help Center la transazione avviene tra Gumroad e il cliente, quindi a me spetterebbe solo la fatturazione del pagamento settimanale di Gumroad. Giusto? Se così fosse toglierebbe un peso immane per chi vende contenuti online a livello internazionale.

  • Ciao Stefan,
    Innanzitutto complimenti per l’articolo che trovo molto interessante e molto ben strutturato.
    Ho un paio di domande:
    1) Quante visite come minimo dovrebbe avere un sito/blog al mese per permettere un buon ritorno con un infoprodotto?
    2) Quanti articoli per settimana consiglieresti di postare come minimo per avere un ritorno di visite decente?

    Grazie mille e complimenti ancora.
    Un saluto

    • Andrea,non si può sapere quante visite e quanti articoli dovrai pubblicare. Troppe variabili.

      Certo è che più il mercato è competitivo, più dovresti pubblicare articoli però per darti una base di partenza, io non vado mai sotto i 2 a settimana.

      Per il traffico invece è ancor più difficile perché qui incide anche il passaparola, l’autorità, l’USP, il carisma etc etc

      Più che altro ragione su queste percentuali:

      Un blog in media, piazzando i giusti optin form converte il 15% del traffico in iscritti.

      Nello step successivo del funnel, una lista seguita e coccolata ti porta almeno il 5% delle vendite.

      Armati di calcolatrice 😀

  • Complimenti per l’articolo Stefan. Ti volevo fare però due domande:

    a) Consigli di partire direttamente con un infoprodotto Premium, oppure con un infoprodotto a basso costo (che magari non fa altro che risarcire il tuo investimento pubblicitario, se decidi di farlo, ma trasforma il potenziale cliente in cliente vero)?

    b) Insieme (o meglio, prima) del blog pensi sia utile scrivere Guest Post per blog più noti del tuo?

    Ciao e grazie ancora.

  • Il tuo intento di pura informazione è un energia che scioglie dubbi e incertezze.. con la stessa semplicità con cui scrivi…grazie

  • Credo che creare un infobusiness sia un attività molto scalabile e richiede pochissimi denaro. Per adesso sto creando 2 business e il mio obiettivo e di creare altri 2 già dal prossimo anno. In questo settore la cosa più preziosa è il tempo.

  • Grazie, grazie féss!! (come dicono dalle mie parti)
    Sei aria per respirare ed energia per il cervello.. certo comprendere tutto, o anche solo capire per un neofita, è sicuramente improponibile ma post dopo post diventa nicotinico il bisogno di leggerti e di imparare.

    P.S.: lì sopra, dopo il grazie n°2; vuol dire molto.

  • Stefan ho una domanda. Il pagamento a che punto del processo lo metti? Prima o dopo aver creato il prodotto? Il dibattito su questo punto è sempre rovente…